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Mozione contro la Legge delega 28/5/03 N. 53 (Riforma Moratti)

Il Collegio Docenti dell'Istituto Comprensivo di Rovetta ha approvato in data 4 giugno 2004 una mozione contro la Legge delega n. 53 del 28 maggio 2003.

 

Ecco il testo della mozione approvata (o in alternativa scarica il documento zip/pdf):

MOZIONE CONTRO LA LEGGE DELEGA 28/5/03 N. 53 E IL PRIMO DECRETO LEGISLATIVO (RIFORMA MORATTI)

Il Collegio Docenti dell'Istituto Comprensivo di Rovetta (BG), riunitosi in data 04 giugno 2004,

VISTI

il decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione, approvato il 23.1.04 dal Consiglio dei Ministri, la Circolare 29 del 05.03.2004 e la legge delega 28 marzo 2003 n. 53,

DICHIARA DI NON CONDIVIDERE

i seguenti aspetti che modificano profondamente l'organizzazione della scuola:

1. La riduzione degli organici di sostegno

E' infatti prevista una riduzione di ben 108 posti nella sola regione Lombardia (vd. Comunicazione del Centro Servizi Amministrativi di Bergamo del 27/04/2004).

2. La riduzione dell'orario obbligatorio di frequenza della scuola

In seguito all'approvazione dei Programmi didattici per la scuola elementare del 1985, con la legge 148/90, si ampliava il tempo scuola perché si aumentava il lavoro da svolgere. Il carico contenutistico previsto dalle "Indicazioni Nazionali" non diminuisce rispetto ai programmi del 1985, anzi aumenta. Perché ora si sceglie di diminuire l'orario scolastico obbligatorio? Esistono forse motivazioni legate più ad un risparmio economico che a fondamenti pedagogico - didattici?

3. L'anticipo

Permette l'iscrizione alla classe prima di bambini con poco più di cinque anni e ciò aumenterà notevolmente l'eterogeneità delle classi. Nella stessa classe potrebbero trovarsi anche alunni con ben 20 mesi di differenza. Questo creerà situazioni didattiche difficili da gestire.

4. L'introduzione dell'insegnante tutor

L'istituzione della figura del docente tutor (come responsabile del coordinamento di tutte le attività, dei rapporti con le famiglie e della valutazione degli studenti) di fatto:

•  mette fine all'insegnamento fondato sulla condivisione della valutazione e sui principi consolidati di collegialità, corresponsabilità e contitolarità dei docenti;

•  delegittima la pari dignità degli insegnanti e degli insegnamenti;

•  è di dubbia legittimità poiché è in contrasto con la normativa vigente sul ruolo e sulla funzione docente, materia di competenza della contrattazione.

Si intravede il pericolo di un ritorno alle classi chiuse di un tempo.

5. Il venir meno delle ore di compresenza

L'eliminazione delle ore di compresenza degli insegnanti di fatto non consentirà di garantire tempi più distesi di apprendimento, progetti di recupero e di potenziamento, attività per piccoli gruppi, laboratori di ricerca e di approfondimento.

6. L'assoluta mancanza di aggiornamento per i docenti

A fronte di una riforma sostanziale e finalizzata a profondi cambiamenti, il docente, fino ad oggi, non ha avuto la possibilità di seguire corsi di aggiornamento specifici, sia per quanto riguarda gli aspetti organizzativi che quelli didattici.

7. La mancanza di copertura finanziaria

La riforma prevede una serie di cambiamenti che comportano un pesante carico economico (informatica, laboratori manipolativi, linguistici, coinvolgimento del territorio.).

Dove reperire le risorse necessarie?

8. Abbassamento dell'offerta formativa ed educativa

Realizza un marcato abbassamento dell'offerta educativa, riducendo i contenuti educativi e culturali di alcune discipline, introducendone altre in un quadro normativo ed organizzativo poco chiaro.

Trasforma la scuola pubblica - funzione imprescindibile dello stato - da agenzia educativa unica e inconfondibile a servizio a domanda individuale : non più un progetto unitario forte e condiviso, ma una serie di servizi da elargire sulla base di richieste che potrebbero essere dettate anche da esigenze o contingenze che nulla hanno a che vedere con la crescita armonica e consapevole del bambino/ragazzo.

SENTE IL DOVERE DI RIBADIRE CHE:

•  l'elaborazione di questa riforma è stata affidata ad uno strettissimo gruppo di esperti che, non si sa se per consegna ricevuta o per propria personale decisione, ha evitato accuratamente confronti veri e, una volta diffusi i documenti, si è mostrato impenetrabile alle osservazioni critiche;

•  gli insegnanti non sono mai stati consultati né ascoltati a proposito della legge di riforma;

•  questi cambiamenti impoveriranno in modo sostanziale l'offerta formativa della scuola;

•  non sono stati portati a conoscenza i risultati della sperimentazione realizzata in pochissime scuole nel corso degli ultimi due anni.

RITIENE OPPORTUNO INVIARE COPIA DI TALE DOCUMENTO

•  ai genitori degli alunni di ciascun plesso;

•  alle Amministrazioni Comunali di Rovetta, Castione della Presolana, Fino del Monte, Onore, Cerete e Songavazzo;

•  al Dirigente del Centro dei Servizi Amministrativi di Bergamo;

•  al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, dott. Mario Giacomo Dutto;

•  all'Onorevole Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, Letizia Moratti;

•  agli organi di stampa locali e non.

Il presente documento è stato approvato con 106 voti favorevoli, 1 voto contrario e 5 astenuti.

 

 
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